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Finché c’è orto c’è speranza

Nei mesi scorsi tanti di voi si sono accorti dei nostri “work in progress” nel giardino. Avete visto, incuriositi, quelle lunghe strisce di legno e terra all’ingresso della nostra cooperativa.

Ci avete chiesto cosa fossero e a cosa servissero. Non vi abbiamo risposto, cercando (con fatica) di mantenere il segreto, promettendovi poi una bella sorpresa.

Oggi siamo pronti e vi sveliamo il nostro segreto!

 

Prendersi cura del verde è una fantastica terapia per il buonumore che chiunque di noi sperimenta quotidianamente con i fiori e le piante che ha a casa. Quanto ci piace vedere la piantina che abbiamo sul terrazzo e di cui ci siamo presi cura per mesi iniziare a germogliare? Ci dà un senso di soddisfazione e di orgoglio.

Areté ama la natura e gli spazi all’aria aperta e per molte delle persone che ci lavorano rappresenta un’esperienza ponte; offre infatti opportunità di lavoro a chi altrimenti farebbe fatica ad accedervi: ad esempio detenuti in misura alternativa, pazienti psichiatrici e soggetti con disabilità psicofisica in reinserimento sociale.

 

Ora abbiamo un nuovo sogno, un sogno più grande, che coinvolge ancora più persone e  che ci piacerebbe coinvolgesse tutti voi, nostri sostenitori: Finché c’è orto c’è speranza, un orto sociale nato nell’ambito del progetto Funky GAL ideato da Bio-Distretto dell’Agricoltura Sociale di Bergamo.

 

Di cosa si tratta?

Assi di legno e terra hanno creato delle vasche in cui vengono coltivati fiori e ortaggi (rigorosamente di produzione biologica) che vengono curati e seguiti da contadini speciali.

Con lo scopo di aumentare l’osservazione, la conoscenza e la sensibilità verso la produzione agricola sostenibile, di far sporcare le mani per la salute del pianeta, di comprendere i tempi della crescita e della maturazione ed, infine, di provare a collaborare responsabilmente per raggiungere gli stessi scopi, il progetto è pensato per famiglie, scuole, territorio e persone con disabilità.


Si tratta di uno spazio di formazione e di lavoro totalmente inclusivo per tutte le persone che vorranno abitarlo.

 

L’idea nasce dalla convinzione, e noi ne siamo la prova vivente, che la natura fa bene a tutti, nessuno escluso tanto da divenire nel tempo un vero e proprio strumento di benessere utilizzato da molte strutture con fini terapeutici come ospedali, hospice, istituti e case di riposo.

Prendersi cura di qualcosa che piano piano di vede crescere, fiorire e prosperare consente alle persone che hanno un qualche tipo di patologia di “mettersi alla prova” in modo concreto verso un nuovo inizio.

 

In una recente intervista, Maria Cristina Cesana, docente di Ortoterapia presso la Scuola Agraria del Parco di Monza, ha spiegato che “l’ortoterapia consiste nella possibilità di trascorrere del tempo in uno spazio verde, godendo della sua vista, del contatto con la natura o anche prendendosene cura. Si tratta di un tipo di attività che può essere attiva o passiva. Può quindi articolarsi attraverso la semplice contemplazione, ad esempio in casi di pazienti con scarsa mobilità, oppure può avvenire tramite la cura e la gestione dello spazio.”

L’ortoterapia infatti può essere ti tipologie diverse: contemplativa, operativa od occupazionale e le tipologie di persone che possono trarre benefici da questa terapia sono varie: anziani, malati di Alzheimer o di Parkinson, persone con autismo, con disabilità, ragazzi in situazione di disagio sociale, pazienti psichiatrici, casi di burnout…

 

Ci piace immaginare la nostra cooperativa sempre più grande, sempre più attenta alle esigenze delle persone e sempre più d’aiuto.

 

Vi aspettiamo quindi sabato 8 giugno alle 16.30 per l’inaugurazione ufficiale di questo nuovo progetto con un piccolo buffet con prodotti bio del nostro negozio.

 

A seguire ci saranno due momenti pensati per grandi e piccoli: lo spettacolo teatrale “Gallo Cristallo” a cura del Teatro Prova (per il quale è richiesta una conferma di partecipazione alla mail aretebergamo@gmail.com) e la visita della cooperativa a cura dell’agronomo Marco Zonca che porterà i visitatori direttamente all’interno del ciclo di produzione di Aretè per mostrare loro le pratiche utilizzate per la coltivazione degli ortaggi.

 

Non mancate!