La Storia


Si era alla fine degli anni '80 quando ancora parecchi erano i cosiddetti "detenuti politici".
Le scarse possibilità di lavoro "esterno" rendevano allora molto difficoltoso per tutti i reclusi, "politici" e "comuni", utilizzare le possibilità offerte dal legislatore concernenti le misure alternative alla detenzione.

Oliviero Arzuffi, che ben conosceva la realtà carceraria bergamasca essendo stato uno dei fondatori del Comitato Carcere e Territorio e per avere insegnato nella Casa Circondariale di Bergamo, ebbe l'idea di costituire la Cooperativa Areté.
Con altri 8 soci, tra cui il cappellano delle carceri don Vittorio Nozza, fu elaborato il progetto Areté, che avrebbe dovuto articolarsi su più interventi, diversificati nei metodi e nei luoghi, ma con l'unico fine della rieducazione ed inserimento lavorativo di persone "disagiate", in particolare dei detenuti della Casa Circondariale di Bergamo che potevano utilizzare le "misure alternative": lavoro esterno, semilibertà, affidamento in prova.

Il 29 gennaio 1987, nello studio del notaio Carlo Leidi fu redatto l'atto costitutivo della Cooperativa Areté che, come recita lo Statuto, si propone di: "...perseguire la promozione e l'inserimento nella normale vita attiva e nel campo del lavoro delle persone con difficoltà di adattamento nella vita sociale ed in particolare modo la rieducazione ed il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti."
Perché questa opera di riabilitazione potesse realizzarsi e raggiungere i suoi scopi era necessario reperire risorse finanziarie e spazi lavorativi e rieducativi idonei in un contesto parzialmente protetto sostenuto da operatori preparati e motivati.

Si decise, per quanto riguarda l'attività economica, di creare un'azienda agricola per la produzione di verdure con metodi biologici.
Scelta chiaramente orientata più alla qualità che alla quantità.
Questo tipo di produzione era sembrato il più idoneo per persone che hanno bisogno di recuperarsi attraverso ritmi di lavoro naturale a contatto con la terra che già di per sé rappresenta un contesto pedagogico formidabile.

L'Istituto delle Suore delle Poverelle (Istituto Palazzolo) concesse in comodato gratuito un appezzamento di terreno, con annessa cascina, sito in Torre Boldone, mentre il contributo di un industriale bergamasco permise l'acquisto della prima serra.
Un primo detenuto fu assunto ed iniziò l'attività produttiva.

I primi anni la Cooperativa poté sopravvivere solo grazie a contributi provenienti da istituzioni ed enti locali.
Gradualmente, però, l'attività si sviluppò, furono assunti altri detenuti, un educatore a tempo pieno e si creò un contesto di volontari che accompagnò la cooperativa nel suo sviluppo.

All'attività di produzione di verdura biologica si è affiancato negli anni anche il commercio all'ingrosso e al dettaglio di frutta e verdura biologica.
Il connubio produzione-commercio ha permesso il decollo.
Ora è stata quasi raggiunta l'autosufficienza economica. Attualmente l'unico contributo viene erogato dall'Opera Pia "Maria Caleppio Ricotti" sorta nel 1908 per assistere i "liberati dal carcere".

Contemporaneamente all'impegno verso i carcerati, in Cooperativa si sono realizzati progetti terapeutici per il reinserimento sociale e lavorativo di persone "disagiate" per conto e in collaborazione con enti locali ed istituzioni sanitarie della provincia di Bergamo.

Al momento sono 12 i pazienti, in gran parte provenienti dal Centro Psico Sociale e dagli Ospedali Riuniti di Bergamo, che con tempi e modalità diverse frequentano la Cooperativa.

La produzione agricola occupa 13 serre per circa 10.000 mq. coperti e circa altri 4 ettari a cielo aperto, utilizzando macchine ed attrezzature moderne ed efficienti.
L'attività commerciale ha avuto negli ultimi anni un notevole sviluppo.
La Cooperativa Areté è l'unico grossista lombardo di frutta e verdura biologica.
Con 3 autocarri vengono serviti circa 60 negozi di tutte le province lombarde e molte mense scolastiche.

Dalla fondazione sono circa 90 i soggetti in difficoltà psichica e 180 i detenuti che, per periodi diversi, hanno operato presso Areté. Tutti assunti regolarmente nel rispetto delle norme contrattuali e previdenziali, hanno trovato in Areté un aiuto concreto per reinserirsi con rinnovata fiducia nel mondo produttivo.
Quasi tutti hanno trovato un lavoro esterno e si sono inseriti nel territorio di residenza e nelle famiglie di provenienza, pochi e non significativi i casi di insuccesso, molti gli attestati di stima e riconoscenza.
Attualmente operano in Areté 15 dipendenti, tra cui 8 carcerati e 7 volontari esterni.
 
Numerosi sono gli stages effettuati da studenti o corsisti impegnati in scuole di agraria (Istituti Tecnici o Università) o in scuole per la preparazione di educatori od operatori sociali.
Negli anni passati, sono stati circa 1500 gli alunni di scuole materne, elementari e medie della bergamasca che, nell'ambito del programma di educazione ambientale della Provincia di Bergamo denominato "Fattorie didattiche", hanno utilizzato Areté per visite guidate e come palestra per esercitazioni pratiche.
Sono inoltre circa 300 i cosiddetti "hobbisti" che hanno frequentato corsi per la gestione di orti familiari biologici condotti da personale tecnico della Cooperativa.

La Cooperativa Areté è quindi una realtà ormai consolidata e ben conosciuta, anche al di fuori della provincia di Bergamo, sia nel campo del reinserimento lavorativo di persone disagiate sia nel campo della produzione e commercio di ortaggi e frutta provenienti da coltivazioni biologiche.