La Nostra Filosofia


La Cooperativa sociale Areté, nasce nel 1987 ad opera del volontariato bergamasco impegnato nel recupero dei detenuti della Casa Circondariale di Bergamo attraverso l’attuazione della riforma carceraria prevista dalla legge n. 354/75.
Nasce con il coinvolgimento diretto della Caritas Diocesana, l’Istituto delle Suore delle Poverelle, l’Opera Pia Calappio Ricotti, il Comitato Carcere e Territorio di Bergamo, e con il supporto di realtà come il Rotari Club Presolana, di numerose realtà di volontariato locale e di singoli cittadini sensibili alle problematiche posta dalle fasce deboli della popolazione bergamasca.
Anche gli Enti Locali: Regione Lombardia, Provincia e Comune di Bergamo, ASL di Bergamo, in modo particolare il C.P.S. di via Tito Livio, il Comune di Torre Boldone hanno avuto un ruolo molto decisivo per l’avvio di questo progetto, risultato significativo anche a livello nazionale proprio perché estremamente innovativo sul piano dei contenuti, dei referenti e delle metodologie adottate ai fini di una riabilitazione integrale delle persone in difficoltà ad essa affidate.

LE FINALITA'
Le finalità statutarie di Areté sono:
* la RIABILITAZIONE, mediante il lavoro, dei detenuti della Casa Circondariale di Bergamo che hanno i requisiti di legge e la volontà di ricostruirsi una nuova vita nel rispetto della legalità e di reinserirsi nel territorio di provenienza;
* il SOSTEGNO, mediante la propedeutica al lavoro;
* il RECUPERO dei soggetti afflitti da patologie psichiatriche o in stato di disagio, già in cura presso le strutture pubbliche preposte alla loro riabilitazione;
* dare l’opportunità a soggetti che stanno attraversando un periodo difficile della loro esistenza di ritrovare il proprio equilibrio interiore lavorando in un contesto positivo di relazioni e a contatto con la terra mediante le attività agricole;
* Sviluppare, attraverso la produzione di orticultura biologica, una maggiore sensibilità sui temi dell’educazione ambientale, della sana alimentazione e della salute nei termini più ampi di benessere psicofisico.

LE SINERGIE
La Cooperativa opera con la collaborazione e a stretto contatto con:
* la Direzione della Casa Circondariale di Bergamo;
* i responsabili del Servizio Psichiatrico degli Ospedali Riuniti di Bergamo;
* i Comuni della provincia di Bergamo e l’Amministrazione provinciale;
* il Comitato Carcere e Territorio di Bergamo;
* le realtà produttive del territorio: cooperative sociali e aziende;
* le realtà di volontariato che si occupano, direttamente  o indirettamente, di sostenere persone in difficoltà;
* gli istituti educativi: scuole, oratori, associazioni.

LA METODOLOGIA ADOTTATA
All’atto della presa in carico del soggetto da parte della Cooperativa, gli operatori di Areté stendono un progetto mirato di intervento che definisce il percorso pedagogico-riabilitativo di cui necessita l’assistito, fissa gli obiettivi di minima e di massima da raggiungere, quantifica i tempi presumibili dell’intervento e prefigura gli sbocchi lavorativi futuri.
Il periodo trascorso in Areté si configura sempre come “esperienza ponte” finalizzata al reinserimento sociale e lavorativo del soggetto in terapia, possibilmente nel suo ambiente di origine.       
Per alcuni soggetti particolarmente interessati all’esperienza e ritenuti, dopo comprovata verifica, idonei ad essere impiegati nel settore dell’orto-frutticultura biologica  è stata possibile una loro assunzione definitiva nelle strutture lavorative della Cooperativa.
Questi casi costituiscono comunque sempre eccezioni, rispetto alla normale prassi di collocazione lavorativa esterna.

I CONTESTI
Poiché non è compito di Areté entrare nel merito dei problemi specifici di natura giuridica o sanitaria, ma soltanto quello di offrire opportunità riabilitative, molta cura è prestata in Cooperativa alle relazioni sia interne che esterne.
Poiché le povertà di cui ci occupiamo, detenuti e soggetti in disagio psichico, hanno origine e natura etico-relazionale, la cura particolare dei contesti di relazioni e degli orizzonti di senso è decisiva per la buona riuscita degli interventi terapeutici, dei quali il lavoro è parte certamente importante ma non esclusiva.
Solo attraverso la cura della reciproca fiducia e l’invio i messaggi confermanti infatti può essere veicolato e fatto assimilare un sistema di valori che pone al centro la persona con i suoi bisogni e le sue fragilità, e, come stile di vita, il rispetto reciproco attraverso le regole che garantiscono la pacifica convivenza e il mutuo aiuto.
Proprio attraverso l’affidabilità delle persone di riferimento che nella Cooperativa prestano la loro opera come operatori o come volontari, e il lavoro ritmato sulle capacità latenti e non ancora attivate negli ospiti, si possono efficacemente aiutare i soggetti psicologicamente più fragili o gravati da una pena, a ritrovare sicurezza e fiducia in se stessi, motore primo di ogni riabilitazione e di ogni recupero psichico e sociale.

IL LAVORO AGRICOLO
La scelta del lavoro in ambito agricolo, fatto con criteri biologici, non è stata casuale:
* risponde all’esigenza di trasmettere quell’orizzonte di valori che hanno al centro la vita umana e la sua dignità, che proprio a contatto con la terra trova la sua dimensione più autentica;
* educa al rispetto della natura, dell’habitat e di se stessi;
* consente al soggetto di partecipare a tutte le fasi del processo produttivo: dalla semina al raccolto, dalla consumazione alla vendita, favorendo lo strutturasi di una identità personale più sicura;
* rende possibile adeguare i ritmi di lavoro alle possibilità reali dei soggetti in ergoterapia, facendo loro acquisire delle specifiche professionalità da spendere sul mercato del lavoro ordinario.

LA QUANTIFICAZIONE DELL’ESPERIENZA
La Cooperativa Areté, dal 1987 ad oggi, ha riabilitato circa 120 detenuti e oltre 100 disagiati psichici.
Tutti hanno trovato un lavoro esterno e si sono inseriti nel territorio di residenza e nelle famiglie di provenienza.